Cosio d'Arroscia, in breve
Cosio d'Arroscia o Cosio di Arroscia (in ligure Coxe) è un comune italiano di 167 abitanti della provincia di Imperia in Liguria.
Testo da Wikipedia, licenza CC BY-SA.
Il territorio di Cosio d'Arroscia, così come dai reperti rinvenuti presso la grotta Cornarea, è stato abitato fin da un'epoca preromana dai Liguri Ingauni, una popolazione dedita all'agricoltura e alla transumanza, che vi avevano costruito un tipico castellaro (un recinto fortificato in pietra, solitamente eretto sulla cima di un colle). In epoca romana sul territorio comunale sorsero una "azienda agricola", una villa romana e varie torri a scopo difensivo, una delle quali, opportunamente rimaneggiata, è divenuta in epoca medioevale il campanile dell'oratorio di Nostra Signora Assunta ed anche il simbolo del paese stesso.
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Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo nel centro storico di Cosio d'Arroscia. La chiesa fu costruita tra il 1618 e il 1636, con atto di consacrazione il 29 settembre 1638 dal vescovo di Albenga. All'interno, in forme tardo rinascimentali, l'altare maggiore è opera del 1705 con decorazioni a stucco della volta eseguiti nel 1775 da Gio Andrea Casella. L'organo è del 1776. Dalle canoniche si può avere una panoramica del paese e delle Alpi Liguri; nelle giornate più terse si può scorgere il mare. Chiesa dell'Assunzione della Beata Vergine nel centro storico cosiese. Risalente al XIV secolo, presenta l'annesso e coevo campanile in stile architettonico romanico, con la presenza di bifore in mattoni.
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A Cosio d'Arroscia è presente il Museo diffuso, un percorso che si snoda nelle piccole strade del paese (carruggi, in ligure) toccando molte installazioni che ricordano la vita del luogo di inizio Novecento. Queste "scene d'arte" sono realizzate con oggetti originali dell'epoca, custoditi e donati dalle famiglie che li possedevano. Ad oggi, si contano più di trenta installazioni: la liscivia, i tessuti di "Giuanetta", l'antico forno, macchinari per il grano, il frantoio; solo per citarne alcuni. Il museo dei cartelami che trova sede, presso l'oratorio dell'Assunta. I cartelami lì raccolti e custoditi, sono figure religiose realizzate tra il 1600 e il 1800, in tela, latta, cartone o legno.
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La principale risorsa economica del comune è l'attività agricola, specie nella coltivazione della vite, con la produzione di varie tipologie di vini, come l'ormeasco, dell'ulivo, dalle olive del quale si ricava un olio extravergine ottimo e sulla produzione di miele. Di particolare rilievo è anche la produzione casearia, con formaggi tipici come la toma.
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Il comune è situato nell'alta valle del torrente Arroscia, a neanche venti chilometri dal confine con la Francia. Il paese, a 721 metri sul livello del mare, è situato nelle Alpi Liguri. Nel territorio comunale è compreso il settore settentrionale e orientale della valle del Tanarello e un tratto dell'attigua valle del Negrone (versanti settentrionali dell'Alpe di Cosio e Piano Cavallo e versante destro orografico della Gola delle Fascette), due vallate tributarie del mare Adriatico, in cui scorrono i due principali rami sorgentiferi del Tanaro. Sul territorio naturalmente è presente il torrente Arroscia, che ha le sorgenti a pochi chilometri del paese, nel limitrofo comune di Mendatica; di grande interesse sono le cascate del torrente stesso.
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