Borgomaro, in breve
Borgomaro (Borgomâ o U Burgu in ligure) è un comune italiano di 826 abitanti della provincia di Imperia in Liguria.
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Il documento più antico e attestante per la prima volta il territorio del Maro, e quindi pure l'attuale Borgomaro, è datato al 20 maggio 1150 con il quale il vescovo di Albenga Odoardo concesse la riscossione delle decime ecclesiastiche dei borghi della valle (tra questi pure i centri borgomaresi di Maro Castello e Conio) da parte dei conti di Ventimiglia Filippo e Raimondo. Questi ultimi lasciarono successivamente i loro beni - comprensivi pure dei territori feudali del Maro - al loro fratello Ottone che proprio sulla sommità di Maro Castello edificò un castello portandovi la sua residenza ufficiale elargendo, in qualità di unico Signore del Maro, privilegi e immunità come da atto del 15 luglio 1152.
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Chiesa parrocchiale di Sant'Antonio abate nel capoluogo. Di originaria forma quattrocentesca, l'attuale struttura fu ricostruita nel corso del XVIII secolo nelle forme barocche. Al suo interno, tra le opere, si conserva un polittico raffigurante i santi Nazario e Celso e ai lati altri personaggi religiosi legati al calvario di Gesù, opera datata al 1551 e attribuita a Raffaele De Rossi. Oratorio della Madonna del Ponte nel capoluogo, situato all'estremità dell'attraversamento sul torrente Impero. Edificato nel XVII secolo conserva sull'altare maggiore un dipinto datato al 1547 e attribuito alla bottega dei De Rossi. Oratorio di San Giacomo nel capoluogo. Anch'esso del Seicento custodisce: un'ancona raffigurante la Madonna del Carmine; un quadro di San Giacomo;
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Il territorio di Borgomaro comprende gran parte della valle del Maro, il nome con il quale è spesso indicata la parte alta del corso del torrente Impero. Tra le vette del territorio borgomarese il monte Grande (1418 m), il Poggio Amandolini (1187 m), il monte Aurigo (1122 m), il monte Albaspino (1099 m), il monte delle More (1080 m), il Picco Ritto (926 m) e il monte Scuassi (889 m). Nella fascia di altitudine più bassa è presente la coltivazione dell'ulivo, ad altezza media prende il sopravvento il castagno mentre nelle zone più alte, a circa 1000 m di altezza si trovano ampie zone adibite a pascolo per i bovini.
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